Alla scoperta delle stigghiola, una delle specialità dello street food palermitano. Non potete non provarle durante le vostre Vacanze a Palermo!

Parliamo di interiora d’agnello attorcigliate in uno spiedo, arrostite su di un braciere, esclusivamente vendute per strada, in una delle tante baracche improvvisate, dalle quali colonne di fumo ed aromi d’arrosto inimitabili altrove, invadono la nostra città.

Servite tagliate a pezzetti e condite con sale e quarti di limone da spremere sopra, sono considerate, per il contrasto fornito dalla croccante carne arrostita ed il grasso fuso, una
Inimitabile specialità locale.

Ieri mi è stato suggerito da un nostro fan, Vincenzo Gennusa, nonché mio amico di vecchia data, di scrivere della Ferrari del cibo da strada palermitano, di quel tipico alimento che una volta “arrustuto” regala a Palermo quell’inconfondibile “ciavuru” (odore) che la caratterizza: mi riferisco alle “Stigghiola”.

Posso affermare che il binomio Palermo/Stigghiola sia inscindibile, perché la tradizionale “arrustuta per strada” esiste da moltissimo tempo!

Il nome deriva da latino “extiliola” diminuitivo di “extilia” (intestini), anche se le origini di questo cibo da strada risalgono ai tempi delle antiche colonie greche siciliane, infatti era proprio nelle agorà che si consumavano le stigghiola!

Successivamente, in tempi più moderni, venivano considerate, come tutte le altre interiora, cibo dei poveri. Oggi invece vengono consumate da gente appartenente a qualsiasi ceto sociale, dall’operaio al manager in giacca e cravatta.

Come avete già potuto capire dalla derivazione del nome dal latino, le stigghiola sono deliziose budella di agnello o di vitello, arrotolate insieme allo scalogno (per noi siciliani sarebbe la cipolla quella sottile e lunga) e arrostite alla brace infilzate in uno spiedino.

Per essere cotte alla perfezione bisognano mani esperte e preparate ad arte, capaci di non farle bruciare e di non far perdere il preziosissimo grasso interno che, fondendosi grazie al calore del fuoco, diventa cremoso.

Una volta pronte lo “Stigghiolaro” con infallibile precisione, le stacca dallo spiedo e le taglia a pezzi, condendole con sale e limone in abbondanza. A questo punto potete scegliere se mangiarle direttamente dal piatto messo a disposizione sopra il banchetto  accanto alla griglia, oppure farvi riporre i preziosi bocconcini in un foglio di carta.

E come dice la mitica pubblicità delle famose patatine al formaggio: “Se non ti lecchi le dita, godi solo a metà”! Un concetto che si sposa bene con la mangiata delle stigghiola ;-)! Inoltre questo rito palermitano puo’ essere considerato come un fenomeno sociale a tutti gli effetti, degno di essere analizzato. Il fatto che tutti, donne, bambini, uomini, anziani, adolescenti ecc, si riuniscano davanti a sua maestà lo “stigghiolaro” attendendo con ansia ogni suo movimento, chiacchierando e bevendo in armonia, può definirsi un fenomeno di livellamento sociale.

I luoghi preferiti di ritrovo sono: sotto i ponti delle principali arterie cittadine, come Viale Regione Siciliana a Palermo, all’interno dei mercati, nel centro storico e in periferia, insomma un po’ dovunque!

Per concludere, vi consiglio di: 1. Se non siete del luogo e non le avete mai mangiate, non fatevi impressionare dalle descrizioni dispensate dagli autoctoni (già abituati a consumare interiora!), chiudete gli occhi e masticate, non ve ne pentirete! 2. Calcolate la velocità e la direzione in cui soffia il vento, e posizionatevi esattamente all’opposto, per evitare profumarvi di “Eau de Stigghiol”; 3. Non provate a farle in casa, a meno che non possedete un barbecue in un luogo aperto.

Buona Mangiata da Vacanzesiciliane.net!

Iscriviti alla nostra newsletter

* Campi obbligatori

Commenta