Nicosia – La città delle dee – Vacanze in Sicilia

– di Gaetano Pezzini –

Esisteva nel posto dell’attuale Nicosia un’antica città che non aveva il nome di Nicosia, che non era Erbita, e che fu accresciuta dagli Erbitesi.

Ecco il punto. Quale era il nome di questa città? Alcuni storici, e tra essi principalmente il Beritelli, ammettono che in Nicosia sorgesse l’antica città di Engio, basandosi sopra un testo di Diodoro Siculo, il quale asserisce che Engio era cento stadi lontana da Agira, sua patria, cioè chilometri diciannove circa, situata su di un monte all’interno scosceso; ed infatti diciannove chilometri si contano da Nicosia ad Agira, e su di alta rupe pare essere stata situata l’antica città, cioè sulla collina di San Giorgio ,dove pure si trovarono medaglie greche e romane, lucerne, antichi vasi, ecc..

Nell’antica Engio era vivo il culto delle Dee madri, le quali, come attestano Cicerone (In Verrem, act VII) e Diodoro (Bibl. Hist., lib. IV) erano venerate in un ricco tempio.

In questo tempio, narra lo stesso Cicerone (In Verr. Act., VI) vedevansi elmi, corazze, celate, idrie di rame, col nome del gran Scipione l’Africano, fabbricate in Corinto.

Plutarco assicura che teneansi anche al suo tempo custodite in quel tempio aste, celate, rotelle di bronzo gregiate col nome di Ulisse. Per questo culto Engio venne chiamata la città delle dee, riputate simbolo della vittoria: e perciò si è facilmente indotti a credere che dal religioso culto di queste dee, riputate numi della vittoria, il nome di Engio si fosse cambiato in quello di Nicosia, da vixos, vittoria, come sopra dicemmo.

Dalle poche considerazioni fin qui fatte è a conchiudere he nel punto dell’attuale Nicosia sorgesse l’antica Engio, la quale, all’epoca in cui i Saraceni conquistarono la Sicilia, fu accresciuta dai superstiti dell’eccidio di Erbita.

Questa, fra le diverse ipotesi, è quella che si presenta come la più attendibile (“Le cento città d’Italia” – supplemento mensile del Secolo Milano, 1894).

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